...perché che lui ci piaccia o no, che lo vogliamo o no, è lui, Harry James Potter il protagonista della saga di mamma Rowling.
Prima di partire con una disamina di questo personaggio, che spero di condurre con obiettività, diciamo chiaro quello che molte già sospettano. Ovvero, che non ho alcun motivo per odiare Harry, non particolarmente, almeno! In fin dei conti, essendo una snob Corvonero non nutro particolare avversione per i Grifondoro in genere, perciò è comprensibile

Bando a questi deliri notturni dettati dall'ora e cerchiamo di tracciare un profilo di un eroe che la cara Row ha fatto di tutto per non far apparire tale, a partire dall'aspetto fisico.
Come ci si presenta la prima volta Harry Potter?
E' un neonato di poco più di un anno, divenuto famoso prima ancora di capire cosa volesse dire la parola "famoso"; e la sua fama nasce da un evento che definire tragico è riduttivo: ovvero la morte dei suoi genitori, James e Lily Potter, oppositori strenui di Lord Voldemort, il mago che stava per impossessarsi della comunità magica.
Harry è famoso perché lui, un bambino, un infante, non viene ucciso dal più potente Mago Oscuro che la Storia della Magia abbia mai conosciuto. Non si sa, fino ai ftti narrati nel quinto libro, come abbia potuto sopravvivere ma questo lo rende speciale, unico e anche diverso.
Il suo nome sarà conosciuto da tutti i bambini del suo vero mondo, quello della Magia, ma nel corso della sua storia lo troveremo spesso a maledire tale celebrità che gli è costata la morte della sua famiglia e il sacrificio di sua madre in particolare.
Harry ha tutti i presupposti per crescere con un carattere problematico e instabile.Molto instabile.
Viene allevato dai suoi unici parenti, una famiglia di Babbani della peggior specie: gretti, ottusi, la perfetta stilizzazione di una famiglia alto-borghese britannica; i suoi zii fanno addirittura credere ad amici e vicini di non avere un nipote, tengono Harry a dormire in un sottoscala per undici anni; lo vessano in ogni modo, gli mentono pervicacemente sulle sue origini e lo lasciano in balìa di un cugino odioso e viziato.
Questo bambino non sa cosa sia l'amore di una vera famiglia; non ha amici, viene trattato alla stregua di un appestato e un giorno arriva via gufo una lettera bislacca, dalla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts...
Sappiamo tutti poi come sia andata; da poco conosciamo anche la fine (almeno, queste sono le intenzioni della Rowling) della sua storia e la figura di Harry Potter è oggetto di lodi ma anche di critiche proprio per questo suo carattere impulsivo, a tratti infantile, che ricorda molto quello del padre che non era stato proprio un ragazzo perbene in gioventù.
Harry non può essere equilibrato; un Mago Oscuro vuole la sua morte e non ha esitato a uccidere i suoi genitori, il suo padrino, Sirius Black e a perseguitare e dare la morte a molte delle persone che Harry aveva accanto. Ogni speranza di famiglia, di una vera casa, sono state infrante; la prima volta che Harry vede i suoi genitori è attraverso uno specchio magico e non può nemmeno sfiorarli. A undici anni.
Vive perciò in maniera radicale i sentimenti, da quelli buoni a quelli cattivi. Trova due grandi amici, Ron ed Hermione, eppure non appena questi non gli fanno avere notizie subito scatta la paura dell'abbandono e la solitudine. Una famiglia intera, quella dei Weasley, praticamente lo adotta ma a volte l'amore eccessivo della madre di famiglia, Molly, lo soffoca e lo irrita; come accade a tantissimi adolescenti negli anni peggiori della crescita.
Eppure, nonostante la morte, nonostante la tragedia e la caccia continua che gli dà Voldemort, Harry non perde la capacità di amare e nel corso dei suoi sette anni ad Hogwarts, imparerà anche a maturare e a convivere con un ruolo, quello del Prescelto, a cui rinuncerebbe volenieri per avere una vita normale.
Come si è già intuito, Harry è un eroe ben strano; non è un mago dai poteri innati, per quanto abbia in sè i segni della Magia. Non arriva ad Hogwarts già maestro, deve anche lui imparare come tutti gli altri. E noi lo sappiamo bene, vero?Vogliamo forse ricordare la sua prima, disastrosa lezione di Pozioni con Piton?
In più, ci viene mostrato sempre anche in atteggiamenti che di eroico poco hanno: nelle vacanze estive del suo terzo anno è chiuso in camera sua, sotto le coperte, a fare i compiti di nascosto; alla vigilia del suo sesto anno, ritroviamo colui che ormai viene chiamato il Prescelto addormentato contro il vetro della finestra, con la camera in condizioni penose e per di più, il nostro russa pure della grossa.
Tutto questo serve a ricordare che di fronte abbiamo un ragazzo; solo un ragazzo. Lo si può amare od odiare, ma questo non toglie importanza a tale dato di fatto. In oltre, Harry può suscitare disappunto e anche di più perché riesce a scampare a Voldemort grazie alle persone che più lo amano; concetto ribadito più e più volte nel corso dei romanzi e che acquisterà sempre più peso con lo scorrere del tempo. Harry inzierà a capirlo da "Il prigioniero di Azkaban", dalle parole sferzanti del suo professore Remus Lupin che era stato grande amico del padre quando gli sbatte in faccia che se lui è ancora vivo lo deve al sacrificio dei suoi genitori. "Bel modo di ringraziarli", chiude così dopo averlo coperto nella sua ultima bravata, che poteva portare all'espulsione del ragazzo dall'unico posto che lui abbia davvero sentito come casa sua.
E' compito degli adulti proteggere i bambini ma Harry non è mai stato veramente un bambino.Questo non giustifica ogni suo comportamento, eppure lo rende più umano e vicino a chi legge.
L'Harry Potter dei libri è un ragazzino magro e mingherlino, dai capelli nerissimi perennemente in disordine, gli occhi verde chiaro; questi ultimi non sono brillanti smeraldi di ficcyniana memoria, ma semplici occhi verdi; il suo fisico magro non viene modellato dal Quidditch, nonostante lui vi giochi e con successo. Non è un adone dalla pelle abbronzata (in Gran Bretagna?!), non è un emo-boy coperto di piercing che passa dalla parte del nemico perché è solo e nessuno lo capisce.
Non fa nemmeno girare la testa a tutta la popolazione femminile e anche maschile di Hogwarts e per avere un certo successo con la prima, devono trascorrere cinque anni.
Ha un talento naturale per il volo, per la Difesa contro le Arti Oscure e detesta le ingiustizie, tratto preso dalla madre. Spesso agisce senza riflettere, con risultati noti a tutti noi, ma è generoso e coraggioso; conserva una purezza di cuore che gli sarà utile in molte, difficili occasioni.
Il vero Harry Potter non ha nulla a che spartire con le idealizzazioni delle scrittrici fi fanfiction che lo venerano, e che magari lo trovano così "puccipuccilove" accoppiato a qualsiasi altro personaggio; non è un mago dai poteri eccezionali e innati, non è più intelligente e sagace degli altri. Ha, come tutti, pregi e difetti ma il suo Destino è già stato scritto. Però ha un'arma in più; conosce il valore della scelta, delle decisioni el'importanza di credere nell'amore, nell'amicizia.
Ora la parola passa a voi, mie care e perrrfide consorelle. Alle prossime schede!
Edited by *ArwenUndomiel* - 3/8/2007, 12:01* Demoniaco Luogotenente al servizio del Supremo Maligno, votata alla causa della Rivoluzione del Male*
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